frammento #4 di una storia [explicit content]


A colazione da Sandri – prima parte

Sandri: event planner, 35 anni.
Evo: promotional model, 26 anni.
Lora: D-Jay, 22 anni.
Melissa: fashion model, 24 anni.
Dolores: promotional model, 25 anni.

– Aspetta: tu hai conosciuto donne così poco schizzinose da usare il tuo spazzolino?
Sandri sta guardando Evo fisso negli occhi.
– È capitato. Qualche tempo fa, per dire, è salita da me un’amica, che a un certo punto mi ha chiesto se poteva lavarsi i denti. Quando le ho indicato il bagno, mi ha guardato un po’, “è un problema se uso il tuo spazzolino?”. Ovviamente no, però sono rimasto lì, perché di solito lo spazzolino è tipo il demonio. Che poi quando è uscita dal bagno ho dovuto anche resistere a dirle che avevamo a tutti gli effetti limonato, va beh.
Sandri rimane senza parole, mentre Lora scuote la testa.
– Ecco, è per questo che ho comprato uno stock di spazzolini per gli ospiti. No, lo spazzolino non si divide, per Dio.
Melissa alza la testa dai suoi corn flakes al cioccolato.
– Lo stock di spazzolini è geniale. Certo, il pensiero di essere a casa di uno che ha uno stock per gli ospiti mi farebbe ricordare di non avere preso il numeretto all’ingresso.
Lora termina di masticare un biscotto integrale.
– Ti informo che è possibile ospitare anche gente con cui non hai rapporti sessuali. Succede.
– Sì, va beh.
Evo, che è seduto fra le due ragazze, sta spalmando del burro su un mezzo panino.
– Il mio spazzolino lo presto alla donna che mi ha fatto l’amore.
Lora finge di rabbrividire dall’orrore.
– Brrrrr.
– Non ci trovo nulla di che. Voglio dire, succede di limonarsi dopo un pompino, magari con leccata di palle. Insomma, dai, non fate i scemi.
Sandri ride sbilanciandosi all’indietro. Le sue grosse labbra a canotto sono screziate di yogurt alla fragola.
– E l’asciugamano da culo? Dividi anche quello?
– Sì, se non ne ho uno fresco da darle. Poi va beh, lo metto a lavare.
Melissa storce la bocca.
– No dai, Evo. Anche se uno si lava bene, ma ha qualche merda ai genitali, me la passa. O viceversa. Il fatto è che voi ragazzi siete più approssimativi nell’igiene.
– Il vero motivo è che voi ragazze siete troppo emotive. Io tengo un asciugamano in bagno, uno, e lo uso per tutto. Quando usi un asciugamano, viene a contatto solo con parti del corpo che sono appena state pulite a fondo.
Lora solleva la testa dal suo caffè, incredula.
– No, aspetta: dalla bocca esce saliva, dal culo merda. Non è ugualissimo secondo me.
– Tranquilla, Lora. I miei bidet sono impeccabili: entro con lo scovolino del cesso.
Quando le risate calano di intensità, Melissa interviene con un tono serissimo.
– So che certi gay per farsi il bidet usano pratiche molto vicine al self-fisting.
Lora rilancia.
– Io ho sentito di alcuni che si mettono direttamente il tubo della doccia nel culo. In realtà solo per le occasioni speciali.
Le due ragazze guardano Evo sorridendo. Sandri, che sta pulendo meticolosamente il vasetto di yogurt da 500 grammi con un cucchiaino a manico lungo, puntualizza.
– Si chiama irrigazione anale.
Dolores, che fino a quel momento era rimasta in silenzio a spiluccare una fetta di pane, interviene senza sollevare la testa.
– Sì, non è che dicendolo così cada in secondo piano il fatto che ti infili un rubinetto nel buco del culo.
La battuta di Dolores regala altro propellente alla colazione che, anche se sono soltanto le otto e mezza del mattino, incomincia ad avere la durata delle colazioni fatte tardi, quelle in cui si aspetta che arrivi l’ora di pranzo facendo finta che il tempo non se ne accorga.
– In ogni caso, Evo, è anche una questione anatomica: la patata è più esposta a infezioni e merde varie, tutto qui.
Lora sembra prendere molto sul serio l’argomento: beve un sorso di caffè e continua.
– Perciò, dico, niente detergenti che indeboliscono, che basta sciacquarsi con una soluzione di acido borico all’1%; niente mutande sintetiche e sì all’uso di un lato diverso dell’asciugamano per patonza e chiappe. Altro che scambiarlo con il partner.
Le ragazze annuiscono, Evo sbuffa, Sandri è felice. Sembra informatissimo.
– L’ecosistema vagina è particolarmente ricco: è già piena di batteri quando è sana, ma si tratta di lactobacilli che servono proprio a prevenire le infezioni.
Dolores interviene ancora.
– Tipo l’Actimel.
– Ne deduco che ogni cunnilinguo è una boccata di salute.
Evo sembra contento di aver usato una parola difficile, ma Sandri non ci bada e si rivolge a Lora.
– Tu, regina della salute, mi hai conquistato. Però devi dirmi con sincerità una cosa: possiedi delle Birkenstock?
– Sì, perché?
– Ah, favoloso. Favoloso. No, niente, sono delle belle scarpe.
– No, adesso spieghi o ti faccio sparare.
– Niente, niente. è che esiste una teoria che ipotizza un nesso fra calzare Birkenstock, indossare mutandine di cotone e lavarsi la patata con l’acido borico. Tu sembreresti dimostrarla, tutto qui.
– Ti sembro una salutista?
– No, va beh, dai.
– Le uso solo in casa oltretutto. Ma cosa sto a spiegare a voialtri balordi, vah.
– Ma dai Lora, non ho niente contro le Birkenstock, ovvero le calzature che Dio ha creato per il suo popolo eletto (i tedeschi in vacanza).
– Vaffanculo.

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