La terapia della trascrizione #2

Il principe disse che in ogni testa d’uomo è insita una catastrofe umana commisurata a quella testa. Non occorre aprire le teste degli uomini per rendersi conto che in esse non c’è altro che una catastrofe umana.
– Senza la sua peculiare catastrofe umana, l’uomo non può esistere assolutamente, disse il principe. L’uomo ama la sua sventura e se per un attimo ne è privo, fa di tutto per ritrovarcisi immerso.
– Quando guardiamo in faccia gli uomini, vediamo che o si trovano immersi nella loro sventura o sono alla ricerca della loro sventura. Non c’è uomo senza umana sventura, disse.

Thomas Bernhard, Perturbamento, Adelphi, 1988
Traduzione di Eugenio Bernardi

Thomas Bernhard è un rompiballe. Un rompiballe metodico. Enuncia un concetto, lo approfondisce per un numero imprecisato di righe facendo in modo di ripetere le parole chiave che, ripetizione dopo ripetizione, diventano sempre più definite e, per usare un aggettivo a lui caro, terribili. E questi termini, che periodo dopo periodo si cristallizzano in frasi che hanno molto dell’aforisma, a lettura ultimata risuonano con echi, appunto, terribili nella testa del lettore.

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