La moodboard della disdetta

moodboard

Lo confesso: ho trovato gli scatti fotografici (pubblicati da L’Espresso) in cui sono state colte le espressioni di alcuni esponenti del PDL subito dopo la sentenza della Cassazione, molto intense.
Io non ho fatto altro che scegliere le più significative e montarle in una specie di moodboard della disdetta.
Siamo abituati a vedere questi volti, e siamo abituati a vederli tronfi, combattivi, a volte tracotanti; ma il vederli pervasi da incredulità, dolore, preoccupazione, rassegnazione e rabbia, mi ha fatto effetto.
Sui singoli, che dire: l’impressione è che le donne abbiano reazioni meno controllate e più sincere. Lo sbuffare della Gelmini è incredibilmente schietto, come se (ma è solo un’interpretazione) snobbasse la gravità del reato per ridimensionare il tutto a una colossale seccatura; la De Girolamo se ne va trattenendo dentro di sé non si sa bene cosa, come una vedova, sebbene in bianco, dalle mille recriminazioni; infine una rabbia premeditata scoordina le plastiche della Santanché che si scompone, andandosene, come una mediocre centometrista a 20 metri dal traguardo. Belle, insomma, tutte e tre.
Anche fra gli uomini però c’è qualcosa di umano: a partire da Brunetta, che dopo la notizia sembra essere invecchiato di 10 anni a dispetto dei suoi occhioni sgranati su un futuro periglioso e incerto, fino a Verdini, che a vederlo viene da pensare che anche i Gormiti siano di centro destra, passando per Cicchitto, che ricorda un avo di Kermit Frog con la cataratta, per arrivare all’enigmatico Schifani, il più controllato di tutti, forse perché il suo alter ego, lì accanto, nell’ombra, in una sorta di citazione del duo Sméagol-Gollum, cova il risentimento verso la Magistratura, rea di avere rubato il suo Tessoro.
Però sono veri, così accomunati nella disdetta, e devo dire che non avevo mai sospettato che potessero manifestare espressioni e sentimenti di umana condivisione, anche soltanto nei confronti di se stessi.
Che uno, io credo, a forza di vendersi (che forse è sempre uno svendersi, a prescindere dal prezzo), a lungo andare trova difficile condividere qualcosa con chiunque, anche con se stesso.

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