Bonsai #5 (rubrica aperiodica)

pino

Questo Pinus Pentaphylla, in Giapponese Go Yō Matsu, faceva parte (fino a qualche minuto prima che lo fotografassi) di un tokonoma che comprendeva anche un Pruno giallo (cioè un Gelsomino) e la statuina di un giovane. Il Pino è simbolo di longevità, il Pruno giallo (forito) e il giovane rappresentano invece il vigore e l’impazienza per l’arrivo della primavera. Perché in Giappone si incomincia a parlare di primavera fin dal mese di gennaio.
Io lo preferisco così, solitario e immerso in un vuoto che (incidentalmente, ma questo è il punto) viene tagliato da lame di luce.

Il colore del Pino, che noi potremmo definire “verde bottiglia”, in Giapponese suona “sensai midori”, letteralmente “verde dai mille anni d’età”. Perché il Pino, essendo una pianta sempreverde, è una pianta dai mille anni d’età. Nella stagione vegetativa, i suoi aghi assumono un colore più vivo, una specie di verde giada. Per i Giapponesi questo è il “matsubairo”, cioè il vero e proprio “color verde aghi di Pino”, un colore usato tradizionalmente dal popolo in occasione di feste o eventi di natura religiosa, dal momento che il Pino era ritenuto l’albero che ospitava le divinità, proprio a causa della bellezza del suo colore verde. Il legno di quest’albero veniva usato per costruire templi e strumenti. Il colore verde oliva intenso, quasi prossimo al marrone, in Giapponese si dice mirucha, letteralmente “il colore del tè e del Pino marittimo”. Fu un colore molto di moda sui kimono del XVIII secolo quando, a causa di una legislazione particolarmente repressiva, il governo limitò l’ostentazione del lusso alle classi elitarie. In quel periodo le stoffe dei kimono si concentrarono su tre gamme cromatiche: il grigio, il blu e il marrone in tutte le sue possibili sfumature; ed ecco che la necessità si trasformò in virtù, arrivando a distinguere oltre quindici tipi di marrone, fra cui il biancastro, il fumé, il bruciato, lo scuro, il marrone usignolo, il nibbio, il bambù affumicato, il marrone buccia di castagna (il cosiddetto kurikawairo) e il color topo-ciliegio (una sorta di rosa-marrone argentato che prende il nome di sakura nezumi).

Le informazioni sui colori in Giappone sono tratte dall’articolo si Susanna Marino “Fiori e colori in Giappone: percezioni e tradizioni”, Bonsai & news n. 134, pag. 84-87.
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