Non ci rimane che la fantascienza

Verso la metà di questo agosto sempre più farsesco e disperato insieme, dopo un inverno e una primavera di crudele avanspettacolo e logorante grand guignol, nessuno sente il richiamo della Science Fiction? Quella più catastrofica e hollywoodiana dico.

Sono soltanto io ad aver concluso che non ci rimane che la fantascienza, se si vuole leggere o assistere a qualcosa che faccia riflettere senza cadere nel ridicolo?

Nessuno ha pensato che sarebbe meglio tornare ai viaggi intergalattici, agli insetti giganti e superintelligenti, al cervello positronico, all’invasione degli ultracorpi. Alla svastica sul sole?

Mi sembra la scelta più sensata, forse l’unica. Far ripartire il proprio immaginario da visioni future, lasciandosi terrorizzare da meteoriti assassine, invasioni di razze aliene, pandemie fulminanti, eserciti di cloni.
Per poi tornare a pensare al presente, facendo i dovuti paragoni. E accorgersi che, tolti gli effetti speciali più riusciti, non c’è poi tutta quella differenza.

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