dialogo #boh (direttamente dal folder “mah”)

– Cioè, fammi capire: ce ne sarebbe uno esclusivamente per andare al cinema?
– Sì, perché?
– Mah, non sapevo fossi così appassionata. Quando ti ho nominato “I 400 colpi” mi hai chiesto se era tratto dal libro di Melissa P.
– Fanculo. Lo diventerò, appassionata.
– Diventerai appassionata di molte cose, stando a quello che dici. Cinema, palestra, teatro, fotografia…
– Sì sì, voglio fare tutto.
– E per ognuna ti cercherai un – non so neanche bene come dire – un partner, ecco, un partner diverso?
– Ma sì, più o meno. Uno solo non basta.
– In effetti, siamo nell’era dell’iperspecializzazione.
– Devo ridere? Ho capito che una sola persona non basta. Non basta mai.
– Ah. E tu? Tu basti?
– Certo che no. è reciproco.
– Reciproco. Capito. Beh, sarà un bel casino gestire tutti quei rapporti.
– No, beh, sono amicizie. Che casino è avere tanti amici?
– Beh, dipende…
– Ma figurati. Basta delimitare bene gli ambiti e decidere in anticipo le sovrapposizioni possibili.
– Cioè? Spiega, dai.
– Semplice: ci sono cose che si possono fare con più persone e cose che si possono fare solo con una persona.
– Tipo?
– Tipo il confidarsi. Il confidente deve essere uno solo. E non puoi farci sesso, col confidente. Ah, e non devi innamorartene.
– Capisco.
– Poi non so, in linea di massima sarebbe meglio separare le attività troppo diverse. Tipo quelle sportive da quelle sedentarie.
– Dai.
– Sì, conviene trovare dei filoni comuni, tipo cinema e teatro. Oppure palestra e piscina. Certe cose sono trasversali, tipo il sesso o le cene in compagnia. Altre cose no, tipo l’amore.
– Ah, l’amore.
– Sì. Quello è tuo.
– Ma io ho già le mostre.
– Sì sì. Ma anche l’amore. Io amo solo te. A modo mio. Soltanto a te riesco a dire queste cose, che non sono mica confidenze, sai?
– E cosa sono?
– Sono io.
– Capito. Con me niente confidenze.
– No.
– E niente sesso.
– Ovvio. Non più. Ora c’è solo amore.
– Perché tu continui ad amarmi.
– Sì, tanto.
– Ok. Amore e mostre, quindi.
– Sì. Con i concerti ci abbiamo provato, ma non funziona.
– Vero.
– Ma che faccia fai? Amore e mostre sono una bella accoppiata secondo me.
– Mah…
– Non credi?
– Dipende.
– Da cosa?
– Beh, mica ci si può dare un bacio asciutto davanti a un Warhol.

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2 thoughts on “dialogo #boh (direttamente dal folder “mah”)

  1. il termine mostra dovrebbe derivare dal latino mostrum,i che significa “prodigio”, la desinenza in -a indica il plurale, quindi una mostra è una raccolta di prodigi, in questo senso l’amore, o il cosiddetto amore, può rientrare sotto l’ala semantica della mostra

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    1. un ottimo sillogismo.

      Trovo sul web: “L’uso delle quattro parole latine monstrum, portentum, prodigium e ostentum era pressoché intercambiabile nei primi prosatori. C’erano, tuttavia, delle differenze, seppure sottili tra i quattro termini: monstrum è una cosa contro natura; portentum indica qualcosa nel futuro prossimo; prodigium è il segno di un danno futuro; ostentum è ciò che è inconsueto, insolito”.

      azz, contro natura.

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