rettifilo #1

Quando mi muovo lungo il rettilineo ho soltanto due possibilità, e la prima è accelerare fino allo schianto, e la seconda è rallentare fino a fermarmi, e anche se fermarsi sembra una cosa buona (mentre lo schianto viene sempre visto male, e non per niente si parla di sosta ristoratrice e di schianto rovinoso) in realtà entrambi conducono alla fine, e anche se si possono fare brevi soste per poi riprendere a muoversi, questa è la sola differenza fra i due, le soste e lo schianto voglio dire, nel senso che le prime concedono ripensamenti, mentre gli schianti no.

Diritto filato, d’abitudine mi muovo lungo un rettilineo, guardando di qua e di là, come se ai miei lati ci fossero altrettanti ipotetici finestrini, sai no, con i luoghi, le cose e le persone che sfrecciano, e nulla si ferma se non per l’istante che impiega a passarmi davanti agli occhi, sì, sono visioni che possono durare tanto o poco – dipende dalla velocità, credo – ma in ogni caso dopo un attimo scompaiono per lasciare posto ad altro.

A me piacciono i rettilinei proprio perché ci si può guardare intorno, e così la propria vita finisce per assomigliare a un road movie di cui ci si immagina di essere il protagonista, anche se in fondo lo sanno tutti che in quei film lì il solo protagonista è la strada.

In ogni caso, ecco, la sosta o lo schianto, sono queste le possibili condizioni a cui si può aspirare, per noi non c’è altro. Nel frattempo, ci si muove.

Borrego Spring Road (CA) - agosto 2002
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5 thoughts on “rettifilo #1

  1. Di possibilità ce ne è anche una terza, continuare con velocità di crociera sino alla meta. Che poi in un rettilineo ci sono anche tanto di cartelli che indicano altre direzioni.

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  2. Io son più per le curve. Quelle nelle colline dolci del centr’Italia, quelle con i campi di girasoli e i vigneti. Quelle che alla meta ci arrivi comunque, ma intanto te la sei goduta … la vita. :-)

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  3. Le strade portano dove non portano (vale anche per i rettlinei). Perciò la scelta non è tra accelerare e rallentare, ipotesi alquanto simili. Ma tra divertirsi, nel road movie, e ammalarsici dentro.
    I desideri salvano (e divertono). Fanno la differenza. Sono l’unico vaccino possibile. Possiamo seguire quelli, mentre ci si muove.

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  4. commenti preziosi, grazie.
    citerei Sorrentino (così in auge, di questi tempi) con un “hanno tutti ragione”, perché l’avete.
    ma io volevo descrivere, non premeditare.
    to be continued

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