Bisognerebbe immaginarsi una lei, ma non una lei qualsiasi: lei. E dirsi con una certa determinazione: parliamo di lei.
Ecco, io sono pronto.
Parliamo di lei, che gioca con il tempo come se fosse una continua partita di Tris, sai no, quella sfida geniale in cui ognuno è continuamente a un passo dalla vittoria, ma in cui nessuno vince mai. Ecco, vivere con lei è come dovrebbe essere, e cioè è come giocare una continua partita a Tris. La perfezione della resa bilaterale insomma, perché la resa è odiosa solo quando è unilaterale e si odia colui al quale ci si arrende. Invece lei è quella che ti sfida ogni giorno senza voler vincere e che ogni giorno si lascia sfidare, senza voler perdere.
Per questo lui si è cucito sulla pelle il gioco con cui giocare insieme a lei, perché la pelle è quello che, ogni giorno, si è.




La pelle …